Servizi Chirurgici

Lo studio è attrezzato e organizzato per l’esecuzione di alcuni trattamenti chirurgici, in sicurezza e con la massima professionalità

Poiché la chirurgia, ed anche ovviamente l’otorinolaringoiatria, si vanno sempre più specializzando, è quasi impossibile occuparsi in modo serio di tutta la chirurgia inerente la specialità; nel caso che, una volta espletata la fase diagnostica, necessitiate di un intervento chirurgico che non sia direttamente eseguito dal dr. Tamburini, sarete, se lo vorrete, opportunamente indirizzati ed assistiti nel suo espletamento presso un altro Collega).

Presso lo studio, per ogni trattamento che viene proposto, viene anche fornito uno stampato che contiene le informazioni relative agli effetti positivi ricercati ed ai possibili effetti negativi.

Chirurgia della gola (orofaringe)

Sulla gola si eseguono alcuni dei più ripetuti interventi chirurgici in ambito ORL: la tonsillectomia, la adenoidectomia e la adenotonsillectomia. Le tecniche, sia chirurgiche che anestesiologiche, si sono molto evolute rispetto a solo dieci anni fa. Le indicazioni alla chirurgia devono essere quelle contemplate dalle linee guida “Appropriatezza e sicurezza degli interventi di tonsillectomia e/o adenoidectomia” dello SNLG (Sistema Nazionale delle Linee Guida).

Molto importanti sono i ricorrenti episodi acuti di tonsillite: che devono essere almeno cinque in un anno. Tali episodi devono avere un significativo impatto sulla qualità di vita del paziente, per esempio: perdita di giorni di scuola o di lavoro, incapacità ad attendere alle normali attività diurne, al lavoro, al gioco od allo sport; convulsioni febbrili, sviluppo di intolleranze od allergie ad antibiotici; complicazioni streptococciche; grave alitosi. Sono stati tentati vari schemi e sistemi a punteggio per porre l’indicazione alla asportazione. In realtà ogni caso va inquadrato di per se stesso e vanno valutati attentamente i pro ed i contro, fuori da rigidi schematismi e senza pregiudizi.
Fortunatamente questa chirurgia, che generalmente coinvolge pazienti in età pediatrica, è divenuta molto più sicura e gravata di minori conseguenze negative che non in passato.

Chirurgia della laringe

Sono molteplici gli interventi chirurgici che vengono eseguiti su questo organo. Alcuni possono essere condotti per via endoscopica, attraverso un apposito apparato introdotto attraverso la bocca e sotto ingrandimento microscopico, altri devono essere eseguiti “a cielo aperto”, incidendo cioè i soprastanti tessuti del collo. Negli ultimi anni sempre più interventi sono divenuti possibili per via endoscopica, e questo con ovvie positive ripercussioni sull’accettabilità da parte dei pazienti. Un intervento endoscopico di frequente esecuzione è la microlaringoscopia diretta in sospensione. Lo si esegue, per esempio, nel caso di polipi o noduli delle corde vocali o quando sia necessario prelevare un frammento di tessuto per l’esame istologico. Le conseguenze del nefando uso del fumo di sigaretta rendono quest’esame sempre di più frequente esecuzione…e molte volte i risultati dell’esame istologico portano poi ad una chirurgia demolitiva sulla laringe… NON FUMATE!!!!!

Chirurgia del naso e delle cavità paranasali

Il naso e le cavità ad  esso collegate sono una importantissima struttura anatomica, piuttosto complessa, e non un semplice condotto per convogliare l’aria ai polmoni. L’aria che respiriamo, per non costituire un possibile danno per i polmoni, deve essere prima filtrata, riscaldata ed umidificata. A queste funzioni pensa il naso. Perché possa funzionare correttamente è necessario che la sua struttura non sia alterata come invece avviene a causa di disturbi di sviluppo del massiccio facciale o in seguito a traumatismi.
La deviazione del setto nasale è una causa frequente di disfunzione nasale e può portare, nel tempo, ad alterazioni a  carico di altre parti delle vie aeree e persino a problematiche cardiopolmonari. Polipi nasali, ipertrofia dei turbinati e sinusiti sono comuni cause di ostruzione respiratoria nasale. Quando la terapia medica non sia sufficiente, le possibilità di correzione chirurgica sono molte. Una buona notizia, per le persone affette da patologia nasale e che necessitano di trattamento chirurgico, è che la componente dolorosa nella settoplastica è stata quasi completamente eliminata e che LA MANOVRA DEL TAMPONAMENTO NASALE, LA PARTE PIÙ TEMUTA E PIÙ SOFFERTA DAI PAZIENTI, NON VIENE PIÙ ESEGUITA IN MOLTI DEGLI INTERVENTI DI SETTOPLASTICA. La chirurgia della sinusite non è più guidata da un concetto demolitivo che portava ad abbattere ampiamente le pareti delle cavità interessate, ma da un concetto più fisiologico e mini-invasivo: creare ventilazione e drenaggio ampliando spazi e vie di comunicazione già esistenti, sui normali percorsi di drenaggio mucociliare.

La FESS (Functional Endoscopic Sinus Surgery) ha rivoluzionato la chirurgia delle cavità paranasali. Con questa metodica le manovre chirurgiche si eseguono sotto la guida della vista, per mezzo di opportune ottiche rigide o flessibili che vengono introdotte attraverso le fosse nasali. Tutte le eventuali incisioni vengono fatte all’interno del naso; per il seno mascellare, a volte, è necessaria una incisione di pochi  millimetri (che non richiederà neppure un punto di sutura) eseguita poco sopra la gengiva che ricopre i denti canini superiori.

Chirurgia nel trattamento del russamento

Una volta completata la fase diagnostica, in caso di sindrome di apnea del sonno di un certo grado, ma anche nel russamento semplice (se il paziente è orientato a risolverlo chirurgicamente), verranno proposti dei possibili trattamenti, medici o chirurgici. Fra quelli chirurgici alcuni possono essere di tipo ambulatoriale altri trattamenti consistono invece in atti chirurgici più complessi ed eseguiti in anestesia totale.

Chirurgia dell’orecchio

Sono numerose le malattie dell’orecchio che possono essere trattate chirurgicamente. Molto schematicamente, possiamo dire che gli interventi più frequenti si suddividono in due grandi gruppi: quelli relativi al trattamento delle forme croniche dell’otite (sieromucosa, purulenta, colesteatomatosa etc.) e quelli relativi al trattamento della otosclerosi, detta anche otospongiosi. Nel primo gruppo abbiamo svariate tecniche chirurgiche, che vanno dalla semplice timpanocentesi (l’incisione della membrana timpanica e l’aspirazione del materiale sieromucoso bloccato nella cassa timpanica), eventualmente accompagnata dall’inserzione di un drenaggio transtimpanico, alle più complesse tecniche di apertura dell’orecchio medio e delle cavità mastoidee ad esso collegate, abbinate, quando necessario, alla ricostruzione della membrana timpanica e della catena ossiculare. Il secondo gruppo, abbandonate ormai le vecchie tecniche quali la semplice mobilizzazione, è costituito dalla stapedectomia e dalla stapedotomia. Sono ambedue interventi che agiscono sull’ultimo dei tre ossicini, la staffa, che la malattia ha bloccato nella finestra ossea entro la quale dovrebbe invece muoversi. Le tecniche si differenziano per l’asportazione di tutta la staffa (la stapedectomia), compresa la “platina” che è un piccolo scudo osseo che chiude la finestra ovale, apertura che introduce all’orecchio interno, oppure per l’asportazione parziale di parti della staffa e per la semplice perforazione della platina. In tutti e due i casi si posizionerà poi una protesi in materiale sintetico (teflon, platino, acciaio etc.) che trasmetterà i movimenti dell’incudine (il secondo ossicino) ai liquidi dell’orecchio interno e per mezzo di questi liquidi alle cellule che trasformeranno le vibrazioni meccaniche in impulsi elettrici che viaggeranno, non direttamente ma con tratte e stazioni intermedie, sino alla corteccia uditiva.

Alcuni di questi interventi possono essere eseguiti in anestesia locale, altri necessitano della generale.
Quasi tutti gli interventi richiedono il prelievo di tessuti del paziente stesso, da impiantarsi all’interno dell’orecchio. Generalmente i prelievi avvengono nell’area già interessata dall’intervento ma a volte è necessaria una seconda incisione in aree più lontane, per esempio sul padiglione auricolare o sul dorso della mano. Non è pensabile di poter riassumere in poche righe quanto è stato scritto su questi argomenti da numerosi importanti Autori.

Lo specialista ORL individuerà la tecnica che più probabilmente darà risultati favorevoli nello specifico caso discutendo con il paziente le varie possibilità di trattamento.

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